Public Speaking da urlo: consigli da provare

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Ogni relazione che una persona instaura nel corso della giornata è un’azione riconducibile alla proprie capacità di comunicare. Senza soffermarci nei rapporti familiari e tra gli amici che costituiscono la sfera personale e perciò di maggior confidenza; all’interno dell’ambiente scolastico o universitario oppure nel mondo del lavoro è necessario confrontarsi con vari interlocutori per dimostrare le proprie competenze, far valere le proprie idee e descrivere un progetto. Inoltre, si può affermare con ragionevole sicurezza che le incertezze, l’emotività e le paure nell’esporre un concetto possano aumentare con l’incremento del pubblico al quale ci si rivolge e la complessità dell’oggetto del discorso.
 
Quanto è importante quindi saper comunicare ai fini del successo della singola persona, del proprio team o dell’organizzazione che si rappresenta?
 
Nel contesto lavorativo, soprattutto in ambito manageriale, sono ormai ritenute fondamentali le life skills e tra le prime si individuano per l’appunto la capacità di comunicazione e il public speaking.
Proveremo quindi ad esporre e a chiarire questi aspetti facendo riferimento a varie fonti autorevoli in modo da fornire consigli diversi ed avere un quadro il più completo possibile. L’articolo vuole essere oltre che un elenco di consigli utili da seguire e provare, anche un veicolo di concetti meritevoli di riflessione.
 
L’intento di Meditatesi è quello di ispirare oltre a collaborare con gli studenti al fine di diffondere cultura e consapevolezza. Un invito personale è quello di leggere, con attenzione particolare, il modello di successo introdotto da SIMON SINEK che è alla base del branding, sia personale sia di un prodotto in generale.
 
MARJORIE NORTH, prestigiosa consulente politica, avvocatessa, esperta in public speaking, collabora con numerose istituzioni e tiene attualmente presso Harvard Extension School il corso Leadership Communication. In un articolo indica 10 consigli da seguire per migliorare le proprie capacità di public speaking.
 

1. <<Considera l’ansia come un tuo alleato, l’organismo produce adrenalina in risposta ad uno stress, in questo modo incrementa il nostro stato di allerta e ci rende più reattivi ai cambiamenti. La nostra paura di fallire però non è il presupposto al nostro fallimento ma ci permette di essere più attenti. La preparazione dei contenuti del discorso e la pratica nell’esporre ad alta voce davanti ad una telecamera, uno specchio o ad amici ci aiuta a ridurre gli errori, gli imprevisti e quindi a gestire l’emotività.

2. Conosci il tuo pubblico, significa considera chi hai davanti prima di costruire il tuo discorso. Serve a modulare lo speech, a selezionare le parole adatte al contesto, a definire il livello di informazione e le motivazioni da fornire.
 
3. Organizza il discorso in modo funzionale ai tuoi obiettivi, è utile quindi preparare uno schema in cui si descrive l’argomento, si delineano gli obiettivi generali e specifici, si evidenzia il tema centrale ed ogni suo punto particolare.
 
4. Presta attenzione al pubblico, si flessibile e adatta il discorso al feedback che interpreti dal pubblico.
 
5. Cerca di essere te stesso e permetti alla tua personalità di trasparire dal discorso.
 
6. Racconta una storia o esponi esempi concreti, è una strategia utile a mantenere alta l’attenzione del pubblico.
 
7. Parla senza leggere e mantieni il contatto visivo col pubblico, questo aiuta a stringere una connessione diretta e a concentrarsi sul filo logico del discorso.
 
8. Cura il linguaggio non verbale e la voce. Significa mascherare i segnali di nervosismo, mantenere una postura di apertura e gestire la voce. Usare la gestualità efficacemente per ribadire il concetto.
 
9. Prepara l’inizio e la fine del discorso. Inizia con un dato statistico sorprendente, un aneddoto interessante o una domanda concisa, l’inizio deve essere molto coinvolgente ed accattivante, deve introdurre un problema da risolvere. Finisci il discorso con una forte affermazione che diventi memorabile, una riflessione oppure un invito ad agire.
 
10. Usa contenuti audio video saggiamente perchè troppi potrebbero rompere la connessione col pubblico ma sono necessari per chiarire o enfatizzare un concetto.>>
 
GINA BARNETT, TED speaker da molti anni e autrice del libro “Play the Part: Master Body Signals to Connect and Communicate for Business Success” elenca altri suggerimenti per affrontare nel migliore dei modi lo speech e superare lo stress.
 
1. <<Prima del discorso, visualizza la performance come un’atleta visualizza la vittoria o il gesto perfetto. Un atteggiamento negativo si riflette negativamente sul discorso, sensazioni positive aiuteranno a gestire l’ansia. Semplicemente ripetere la parola SI aiuta il mindset.
2. Canalizza il nervosismo, fai fluire l’energia in modo che carichi te stesso. Scuoti le mani o balla al ritmo della tua musica preferita come i giocatori NBA.
3. Controlla il respiro quando avverti l’ansia, gestisci il ritmo e la profondità del respiro.
4. Poni l’attenzione su qualcosa di esterno, un particolare che vedi e ricerchi tra le persone, piuttosto che sensazioni interne. Questo aiuterà a gestire lo stress.
5. Adotta un atteggiamento flessibile verso l’inaspettato, un errore può sempre essere recuperato.>>
 
CHRIS ANDERSON, giornalista e curatore TED dal 2002, parte dal concetto di idea e delinea gli aspetti fondamentali della comunicazione di una idea. L’idea è definita come uno schema d’informazioni che aiuta a capire e interfacciarsi col mondo, qualunque sia la sua natura complessa e analitica oppure semplice e estetica. Un’idea può modificare l’azione delle persone e per far ciò deve essere compresa. Secondo Anderson, dunque, durante uno speech è essenziale focalizzarsi su un’unica idea, in modo da spiegarla in ogni suo aspetto, arricchendola di esempi e contestualizzandola. Il primo passaggio, è quello di descrivere l’idea centrale e di annotare tutte le argomentazioni utili ad avvalorare il concetto. Successivamente è necessario rendere il pubblico interessato all’argomento attraverso domande avvincenti che stimolino la curiosità e, infine, permettere al pubblico di capire il discorso utilizzando un linguaggio a lui familiare.
 
JULIAN TREASURE (TED speaker) e AMY CUDDY (psicologa sociale) affrontano al TED due argomenti importanti sul public speaking, rispettivamente l’uso della voce e il linguaggio non verbale. Julian Treasure descrive l’uso della voce come un forte strumento di comunicazione che può modificare completamente il contenuto di una frase senza cambiare le parole. Spesso lo si utilizza inconsciamente ma per massimizzare l’efficacia di un discorso è necessario esercitare tale strumento e saperlo controllare. Infatti, statisticamente è emerso che tendiamo ad associare la profondità con il potere e con l’autorità, e che le persone generalmente preferiscono le voci ricche, morbide e calde. Risulta necessario per un ottimo comunicatore, quindi, esercitare il registro e il timbro della voce per avvicinarlo a tali preferenze. Il ritmo della voce risulta utile nel caso si voglia enfatizzare un concetto parlando lentamente o aumentare l’attenzione del pubblico accelerando il ritmo; un’esclamazione a voce più alta può sorprendere o emozionare la platea; il silenzio infine scandisce il discorso, permette pause riflessive e non deve essere interrotto pronunciando altri suoni. Il tono e la voce devono quindi amalgamarsi con gli argomenti esposti, esprimere serietà, felicità, stupore, affermazione in base al contesto. Amy Cuddy evidenzia come il linguaggio corporeo spesso veicoli giudizi affrettati indipendentemente dai contenuti del discorso. Espressioni di forza e dominio come un atteggiamento di espansione, di apertura, sono in grado di innescare feedback positivi dal pubblico a differenza di comportamenti remissivi, di chiusura e di scarsa partecipazione che conducono di riflesso a scarsa considerazione senza tener conto dell’affidabilità dei contenuti. Per fortuna l’uomo è in grado di superare i propri limiti, la mente può condizionare il corpo. La dottoressa configura un processo di auto convincimento, che parte da una fase di finzione durante la quale mimiamo il comportamento di persone di successo, successivamente si passa ad una fase in cui crediamo in quello che facciamo e infine si arriva ad un adattamento naturale alle nuove abitudini di apertura. Questo è il suo invito: <<Minuscole modifiche possono portare a grandi cambiamenti. Quindi in due minuti. Due minuti, due minuti, due minuti. Prima che affrontiate la prossima situazione stressante di valutazione, per due minuti, provate a fare questo, nell’ascensore, in bagno, alla scrivania a porte chiuse. Questo è quello che volete fare. Configurate il vostro cervello per essere all’altezza della situazione. Fate aumentare il testosterone. Fate scendere il cortisolo. Non uscite da quella situazione con la sensazione di non aver mostrato chi siete. Uscite da quella situazione con la sensazione di aver detto chi siete e di aver mostrato chi siete.>>
 
SIMON SINEK, esperto in leadership, esprime al TED il suo modello di successo, un modello che accomuna tutti i grandi leader e organizzazioni che hanno ispirato le masse, indipendentemente dai valori rappresentati o dai settori di competenza. Apple, Martin Luther King o i fratelli Wright, tutti quanti pensano, agiscono e comunicano nello stesso modo. Perché? Come? Cosa? Questo spiega perché alcuni sono capaci di ispirare mentre altri no. Tutti al 100% sanno “cosa” fanno in quel determinato momento. Alcuni di essi hanno anche un piano ben preciso per fare ciò che hanno detto. Questo rappresenta il “come”, in termini economici la value proposition, il processo proprietario differenziante. Però solo un numero limitato di essi sa il “perché” fanno ciò che dicono di fare. Simon spiega che il perché non è il profitto. Il profitto è il risultato dell’agire. Con il perché intende quindi: <<Qual è lo scopo? Qual è il motivo? In cosa credete? Perché l’organizzazione esiste? Perché vi alzate la mattina? E perché dovrebbe importare a qualcuno?>> Il modo di esprimersi (pensare, agire e comunicare) di un attore ispirante è perciò dall’interno verso l’esterno. L’autore descrive il modello presentando alcuni esempi. Se Apple fosse come tutti gli altri competitor il messaggio comunicato sarebbe del tipo: <<Facciamo computer fantastici. Sono ben progettati, semplici da usare e intuitivi. Ne volete comprare uno?>> Questo è il tipico messaggio di marketing e vendita promosso dalla maggior parte delle aziende e degli individui in generale. Si afferma quello che si è in grado di fare, come e quali sono gli elementi di differenziazione del nostro prodotto e quanto è migliore rispetto la concorrenza. A seguito della comunicazione ci si aspetta una reazione, la scelta, l’acquisto o il voto. Un esempio: <<Ecco il nostro nuovo studio legale. Abbiamo i migliori avvocati e i più grandi clienti. Siamo sempre efficaci con i clienti che lavorano con noi. Ecco la nostra nuova macchina. Bassi consumi. Sedili in pelle. Comprate la nostra macchina.>> Apple però è diversa, il messaggio è del tipo: <<In tutto ciò che facciamo, crediamo nelle sfide allo status quo. Crediamo nel pensiero alternativo. Sfidiamo lo status quo facendo prodotti ben progettati, semplici da usare e intuitivi. E quindi facciamo computer fantastici. Ne volete comprare uno?>> La direzione del messaggio è completamente diversa. Apple è leader ed ispira le persone perché comunica ciò in cui crede. Veicola il messaggio non a tutti ma a quelli che credono nei medesimi valori. Tutto ciò dimostra che: <<La gente non compra quello che fate; la gente compra il motivo per cui lo fate. L’obiettivo non è fare affari con chiunque abbia bisogno di ciò che avete. L’obiettivo è fare affari con gente che crede in ciò in cui credete. L’obiettivo non è vendere a gente che ha bisogno di ciò che avete; l’obiettivo è vendere a gente che crede in quello che fate. L’obiettivo non è solo assumere persone che hanno bisogno di un lavoro; è assumere gente che crede in ciò che credete voi.>>
 
Pertanto, una comunicazione efficace e in grado di essere d’ispirazione, parte dalla vostra autenticità, dalla vostra scala di valori, da ciò che credete e comunicate, in modo da creare una connessione non con tutti ma con le persone che hanno medesimi valori e che saranno in futuro ambasciatori del vostro pensiero.
 
Nell’articolo sono stati esposti i punti di vista di diversi esperti, ma la comunicazione e il public speaking rappresentano comunque argomenti ampi e fortemente dipendenti dal contesto. I consigli elencati non costituiscono una ricetta perfetta, tuttavia sono un punto di inizio per migliorare se stessi nella presentazione personale o di proprie idee.
 
La pratica costante è l’unico metodo per raggiungere il successo.

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